Olivark
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3 years ago

Dieta Mediterranea

Introduzione

Dell’olio d’oliva come un pilastro per la nostra salute si dice un

gran bene. Si sa che deve essere preferito al burro e ai grassi

di origine animale in generale. Si sa anche che bisogna tenere

d’occhio le quantità, perché i benefici rischierebbero di essere

soppiantati da un eccessivo carico di calorie.

Tuttavia, rispetto alla salute e alla prevenzione dalle malattie, si sa

molto di più del vino, specialmente quello rosso.

Una questione

di tempo, a nostro avviso.

È notevole però che questi due protagonisti della dieta mediterranea

abbiano ricevuto un’attenzione tanto diversa nel corso degli anni.

Recentemente, però, dopo aver esplorato in lungo e in largo il

“paradosso francese” e le sue implicazioni fisiopatologiche ed

epidemiologiche, la comunità scientifica internazionale si sta dedicando

con maggiore impegno allo studio dell’olio d’oliva, e a ragione.

La “molla” che ha fatto scattare l’interesse per il vino parte

dai polifenoli, composti appartenenti a diverse famiglie chimiche

ma accomunati dalle loro proprietà antiossidanti, che fanno del

vino una fonte di autentica salute. La scoperta che questi preziosi

componenti si trovano in grande quantità anche nel condimento

più usato nei Paesi del Mediterraneo ha scatenato ora la corsa

“scientifica” alla caccia dell’identità nascosta di questi polifenoli.

Gli studi scientifici sull’argomento, ormai, sono davvero impressionanti.

Ma la storia dell’olio è indissolubilmente legata a quella

della dieta mediterranea. Sono state proprio le ricerche condotte

sul regime alimentare più famoso nel mondo ad aprire la strada

per una conoscenza più completa del prodotto simbolo delle colline

italiane e non solo.

Con gli studi effettuati in Grecia da Antonia

Trichopoulou, in collaborazione con un gruppo di epidemiologi di

Boston guidati dal marito, Dimitri Trichopoulos, la dieta mediterranea

ha raggiunto in questi ultimi anni la sua definitiva consacrazione

a modello di alimentazione ideale. E non solo per chi tiene

alla linea. Perché oltre a tenere a bada il grasso, causa delle più

disparate patologie, una su tutte la sindrome metabolica, micidiale

per le malattie cardiovascolari come per i tumori, la Mediet

(come la chiamano gli anglosassoni) soddisfa appieno le nostre

esigenze nutrizionali. La questione, in pratica, si gioca per buona

parte sul piano dell’equilibrio. Un semplicistico “un po’ di tutto

senza esagerare” non sembra però sufficiente per giustificare il

successo di questa scelta alimentare che resiste agli attacchi del

tempo.

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