Süra VI

  • Lode si canti al Dio! egli ha creato cieli e terra, e tenebre e luce egli ha fissato…

  • Dai cieli ha fatto sgorgare l’acqua con la quale facciamo crescere la vegeta­zione di tutti gli alberi… Facciamo crescere giardini piantati a vite, a ulivo, a melograno; in parte si rassomigliano, in parte sono differenti. Considerate dunque i loro frutti allorché si riproducono quando sono maturi. Segni sono quelli per un popolo di fede.

  • Egli ha creato giardini: alcuni coltivati, altri incolti. Ha creato la palma da dattero, i cereali di colture differenziate che servono da alimento, l’ulivo e il melograno, piante che si rassomigliano e piante differenti. Mangiate dei loro frutti quando ne è la stagione; pagate la tassa del raccolto, non andate mai ol­tre, perché il Dio non ama affatto coloro che commettono eccessi.

 

Süra XVI

  • E’ in arrivo l’ordine del Dio, non ne sollecitate il compimento!

             Osanna, osanna a Lui! Altissimo egli è…

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Luca XXI 37

Gesù Cristo andava spesso sul monte degli Ulivi, sia con i suoi discepoli, sia da solo: “di giorno insegnava nel tempio e la notte usciva e la passava sul monte degli Ulivi”.

Le descrizioni dell’ingresso di Gesù Cristo in Gerusalemme non permettono riferimenti specifici all’ulivo se non indiretti, essendo il monte degli Ulivi nelle vicinanze:

 

Matteo XXI 8

secondo Matteo: “La maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; e altri tagliavano dei rami dagli alberi e li stendevano sulla via”;

 

Marco XI 8

secondo Marco: “Molti stendevano i loro mantelli sulla via, ed altri delle fronde che avevano tagliate nei campi”;

 

Giovanni XII 12. 13

secondo Giovanni: “Gran folla prese del rami di palme, uscì ad incontrarlo e si mise a gridare “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

 

Luca VII 37. 38. 44. 46. 47

Un giorno un Fariseo invitò Gesù a mangiare con lui. “Ed ecco una donna, una peccatrice, saputo ch’egli era a tavola in casa del Fariseo, portò un alabastro pieno d’olio Odorifero; e stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi e li asciugava coi capelli del suo capo; e gli baciava e ri­baciava i piedi e li ungeva con l’olio”. Simone, il fariseo, si chiedeva se Gesù, essendo profeta, si fosse acconto che la donna era una peccatrice. E Gesù gli ri­spose: “lo sono entrato in casa tua e tu non m’hai dato dell’acqua ai piedi; ma ella m’ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli… Tu non m’hai unto il capo d’olio; ma ella m’ha unto i piedi di profumo. Per la quale cosa io ti dico: Le sono rimessi i suoi molti peccati, perché ha molto amato”.

 

Matteo XXVI 6-12

“Essendo Gesù in Betania, in casa di Simone il lebbroso, venne a lui una donna che aveva un alabastro d’olio odorifero di gran prezzo, e lo versò sul capo di lui che stava a tavola. Veduto ciò i discepoli si indignarono e dissero:

“Perché questa perdita? Quest’olio si sarebbe potuto vendere caro e il denaro darlo al poveri”. Ma Gesù, accortosene, disse loro: “Perché date noia a que­sta donna? Ella ha fatto un’azione buona verso di me. Perché i poveri li avete sempre con voi; ma me non mi avete sempre. Poiché costei versando que­st’olio sul mio corpo, l’ha fatto in vista della mia sepoltura”.

 

Giovanni XII 1-8

Secondo Giovanni ll fatto avvenne in casa di Lazzaro, che Gesù aveva resu­scitato, e fu Maria, la sorella di Lazzaro, a versare l’olio odorifero di nardo sui piedi di Gesù, e ad asciugarli con i suoi capelli. La casa fu ripiena del profumo dell’olio. E fu Giuda Iscariota, il ladro, che sollevò le critiche.

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Genesi VIII 6. 8. 9. 10. 11

Fine del diluvio: “E in capo a quaranta giorni, Noè… mandò fuori la colom­ba… Ma la colomba non trovò dove posar la pianta del suo piede, e tornò a lui nell’arca… E aspettò altri sette giorni poi mandò di nuovo la colomba fuori dall’arca. E la colomba tornò a lui, verso sera; ed ecco essa aveva nel becco una foglia fresca d’ulivo – illa venit ad eum, ad vesperum, portans ra­mum olivae, virentibus foliis, in ore sio – “.

 

Genesi XXVIII 10. 12. 13. 18. 19

Giacobbe: “prese una delle pietre del luogo, la pose come suo capezzale, e si coricò.

E sognò… E l’Eterno gli disse: “Io sono l’Eterno… la terra sulla quale stai coricato io la darò a te e alla tua progenie”… E Giacobbe si levò di mattina di buon’ora, prese la pietra che aveva posta come suo capezzale, la eresse in monumento, e versò dell’olio sulla sommità d’essa. E pose nome a quel luogo Beth-el (casa di Dio)”.

 

Esodo XXV 1.3.4.5.6.31.32.33.34.37

L’Eterno parlò a Mosè dicendo: “Dì ai figliuoli d’Israele che mi facciano un’offerta; accetterete l’offerta da ogni uomo che sarà disposto a farmela di cuore:… oro, argento, rame, stoffe di color di porpora… pelli di montone… di delfino… olio per il candelabro, aromi per l’olio della unzione e per il profumo odoroso… Farai un candelabro d’oro puro… lavorato a martello… usciranno sei bracci dai lati: tre bracci da un lato e tre dall’altro, su ogni braccio saranno tre calici in forma di mandorla, con un pomo e un fiore… Nel tronco del candelabro ci saranno poi quattro calici in forma di mandorla, coi loro pomi e i loro fiori… Farai pure le sue lampade in numero di sette”..

 

Esodo XXVII 20. 21 (anche Levitico XXIV 3. 4)

“Ordinerai ai figliuoli d’Israele che ti portino dell’olio d’ oliva puro, vergine, per il candelabro, per tenere le lampade continuamente accese. Nella tenda del convegno, fuori del velo che sta davanti alla testimonianza, Aronne (pri­mo sacerdote d’Israele) e i suoi figlioli lo prepareranno perché le lampade ardano dalla sera al mattino davanti all’Eterno. Questa sarà una regola perpe­tua per i loro discendenti, da essere osservata dai figlioli d’Israele”..

 

Esodo XXIX 38. 39. 40. 41 (anche Ezechiele XLVI 13. 14)

Per il sacrificio perpetuo: “Questo è ciò che offrirai sull’altare: due agnelli di un anno, ogni giorno, di continuo. Uno degli agnelli l’offrirai la mattina; l’al­tro sull’imbrunire. Col primo agnello offrirai la decima parte di un’efa1 di fior di farina impastata con la quarta parte di un hin2 d’olio vergine, e una liba­gione di un quarto di hin di vino. Il secondo agnello l’offrirai sull’imbrunire; l’accompagnerai con la stessa oblazione e con la stessa libagione della mattina; è un sacrificio di profumo soave offerto mediante il fuoco all’Eterno”.

 

Esodo XXX 22-33

L’Eterno parlò ancora a Mosé dicendo: “Prendi anche del migliori aromi: di mirra vergine, cinquecento sicli3 di cinnamomo aromatico, la metà, cioè du­ecentocinquanta; di canna aromatica (calamo odoroso), pure duecentocin­quanta; di cassia, cinquecento, secondo il siclo del santuario; e un hin d’olio d’oliva. E ne farai un olio per l’unzione sacra, un profumo composto con arte di profumiere: sarà l’olio per l’unzione sacra. E con esso ungerai la tenda di convegno e l’arca della testimonianza, la tavola e tutti i suoi utensili, il can­delabro e i suoi utensili, l’altare dei profumi, l’altare degli olocausti e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base. Consacrerai così queste cose e saranno santissime; tutto quello che le toccherà sarà santo. E ungerai Aronne e i suoi figlioli e li consacrerai perché mi esercitino l’ufficio di sacerdoti. E parlerai ai figliuoli d’Israele dicendo: “Quest’olio sarà un olio di sacra unzione, di generazione in generazione. Non lo si spanderà su carne d’uomo, e non ne farete altro di simile, della stessa composizione; esso è cosa Santa, e sarà per voi cosa santa. Chiunque ne comporrà di simile, o chiunque ne metterà sopra un estraneo, sarà sterminato tra il suo popolo”.

 

Levitico VIII 10-12

“Mosè prese l’olio dell’unzione, unse il tabernacolo e tutte le cose che vi si trovavano, e le consacrò. Ne fece sette volte l’aspersione sull’ altare, unse l’altare e tutti i suoi utensili, e la conca e la sua base per consacrarli. E versò dell’olio dell’unzione sul capo di Aronne e unse Aronne per consacrarlo”.

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