2 years ago

Xylella fastidiosa

E’ un batterio Gram negativo della classe ammaproteobacteria, famiglia delle Xanthomonadaceae, che vive e si riproduce all’interno dell’apparato conduttore della linfa grezza (i cosiddetti vasi xilematici, portatori di acqua e Sali minerali). X. fastidiosa è in grado di indurre pesantissime alterazioni alla pianta ospite, spesso letali. Con queste caratteristiche, il microrganismo è noto per i gravi danni che è in grado di arrecare a varie coltivazioni agricole, essendo all’origine della malattia di Pierce nella vite, della clorosi variegata (CVC) degli agrumi in brasile.

Il batterio, di difficile isolamento, è a crescita molto lenta in coltura axenica.

                                                                 

Inoltre, una sottospecie di X. fastidiosa è all’origine del Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO), una gravissima fitopatologia che ha fatto la sua comparsa nell’agricoltura italiana a partire dagli anni 2008/2010, colpendo in modo pesante gli appezzamenti olivicoli del Salento.

La distribuzione geografica dell’agente patogeno e delle patologie correlate interessa soprattutto paesi del continente americano, dove è stato a lungo confinato: Stati Uniti, messico, Costa Rica, Venezuela, argentina, Brasile, Perù. In sud america, ad esempio, la subspecie pauca, responsabile della clorosi variegata degli agrumi (CVC), sta devastando dal 1994 gli agrumeti brasiliani.

Esistono rare segnalazioni di una presenza isolata in Asia (a Taiwan), dove il batterio ha fatto la sua prima comparsa fuori dalle Americhe nel 1994 e poi negli anni 2010. Dalla fine degli anni 2010, Xylella fastidiosa (spp. pauca) è segnalata anche in Italia (prima notizia di una presenza in Europa e negli altri paesi EPPO), con infestazioni a partire dagli oliveti del salento occidentale e dell’entroterra di Gallipoli.

Per quanto riguarda l’Europa. prima dell’individuazione in Salento, era stata segnalata un’intercettazione del batterio su vegetali d’importazione in Francia (pesco e piante di caffè), senza che vi abbia fatto seguito un insediamento, mentre non hanno ricevuto conferma segnalazioni circa una presenza in Kosovo.

Risale all’ottobre 2014 un’intercettazione dell’infezione nei Paesi Bassi, su piante ornamentali di caffè importate dalla Costa Rica. X.fastidiosa è un batterio altamente polifago, segnalato come agente infettante su un’ampia gamma di piante ospiti (oltre un centinaio), con varie epidemiologie e manifestazioni di patogenicità, ma, a volte, senza dar luogo a sintomi.

L’attacco di batteri Xylella è stato rilevato in piante da frutto di grande interesse agro-economico appartenenti al genere Vitis (Vitis vinifera), al genere  Citrus, mandorlo, il pesco, caffè, l’oleandro, il pero asiatico, nell’avoado, nel mirtillo, prugno, mirabolano.

Sono rarissime, invece, in letteratura scientifica, segnalazioni riguardanti l’olivo (Olea europaea) come pianta ospite (solo altre due, all’aprile 2015): alcuni studi in merito, pubblicati nel 2014 da Krugner et al., sono stati condotti in California meridionale dopo segnalazioni su un incremento di mortalità di ulivi nell’area di Los Angeles. In quel caso, sebbene Xylella fastidiosa spp. multiplex sia stata spesso rinvenuta in ulivi che mostravano segni di deperimento di foglie e rami, non si è riusciti pienamente a dimostrarne la patogenicità sull’olivo. Un’altra segnalazione, proveniente dall’Argentina, riguarda X. fastidiosa ssp. pauca e riporta “manifestazioni sintomatologiche non dissimili” da quelle dell’infezione salentina: il ritrovamento, non giunto a pubblicazione scientifica nell’aprile 2015, è oggetto di una comunicazione personale di María Laura Otero al prof. Giovanni Paolo Martelli dell’Università di Bari. Il ritrovamento argentino riguarda la città di Còrdoba e il nord della provincia di La Rioja, su impianti di età superiore a 50 anni della varietà autoctona locale “Arauco”. I sintomi rilevati sono lento decadimento, colorazione verde-opaca, perdite parziali e morte rapida di germogli e rami.

Danni e sintomi

Il batterio è causa di gravi malattie in piante di interesse agricolo e ortofrutticolo (agrumi, pero, melo, olivo), ma anche in essenze arboreo-arbustive di interesse forestale (inclusa la quercia e l’oleandro) e in piante ornamentali.

                                                   

Quando una pianta s’infetta, i batteri portano alla formazione di un gel nello xilema, ostruendo il flusso dell’acqua attraverso i vasi linfatici della stessa e bloccando la sua nutrizione.

I sintomi tipici e più frequenti riconducibili alle infezioni da Xylella fastidiosa sono i disseccamenti più o meno estesi a carico del lembo foliare (bruscatura): il disseccamento interessa dapprima rami isolati della chioma e poi intere branche o l’intera pianta. Altri sintomi sono il ridotto accrescimento di rami e germogli, gli imbrunimenti interni del legno a diversi livelli dei rami più giovani, delle branche e del fusto.

La prossimità tra vigneti e agrumeti accentua la minaccia, perché gli agrumi non sono soltanto un ospite per le uova dell’Homalodisca vitripennis, ma anche un importante rifugio di svernamento per l’insetto.

A causa della sua spiccata nocività, X. fastidiosa è un organismo classificato come “patogeno da quarantena” nella lista A1 della European and mediterranean Plant Protection Organization (EPPO) fin dal 1981. Per la sua devastante attitudine planticida, ogni segnalazione della sua presenza sul territorio della Comunità Europea obbliga lo stato membro all’adozione di drastiche misure di eradicazione e contenimento, in base alla direttiva europea 2000/29/CE.

Il ritrovamento del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa su piante di olivo e altre specie coltivate, ornamentali e spontanee ha determinato notevoli criticità per la gestione di questa emergenza fitosanitaria unica per la sua specificità.

La specie vegetale più importante coinvolta è l’olivo, interessato oltre che dal batterio anche da altri agenti parassitari che hanno ulteriormente aggravato il quadro fitosanitario.

La distribuzione di X. fastidiosa sembra essere legata anche a vincoli climatici, che interessano essenzialmente i suoi vettori

Attualmente, del genere Xylella si conosce una sola specie (Xylella fastidiosa), con quattro sottospecie differenziabili a livello genetico e per il diverso comportamento biologico (gamma d’ospiti):

  • X. fastidiosa fastidiosa: vi appartengono ceppi responsabili della malattia di Pierce sulla vite, ma in grado di infettare anche il mandorlo, l’acero, , il ciliegio, la ginestra e l’erba medica; è presente anche un ceppo che provoca malattie su Cercis occidentalis.

  • X. fastidiosa sub. sandyi: ceppi responsabili della bruciatura delle foglie di oleandro e di altre malattie delle belle di giorno della Jaranda e della magnolia.

  • X. fastidiosa sub. multiplex: ceppi responsabili del mal di pennacchio del pesco e di alcune malattie del susino, del platano, dell’olmo, della specie di vite Vitis aestivalis, degli alberi ornamentali del genere liquidambar, del fossile vivente Ginkgo in Giappone e del mirto (Lagerstroemia indica); è presente un ceppo che innesca altre malattie sul mandorlo; inoltre, la sottospecie multiplex è stata rinvenuta anche su circa il 17% di un campione di esemplari di ulivi della California meridionale che mostravano segni di bruciatura foliare o deperimento di rami. Lo studio ha dimostrato che X. fastidiosa non è causa di patologie sugli olivi californiani ma che l’ulivo può contribuire all’epidemiologia del batterio come fungendo da ospite alternativo (sebbene sub-ottimale) o offrendo rifugio agli insetti vettori per sfuggire alle campagne di trattamento insetticida condotte su vasta scala negli agrumeti, quale metodo elettivo per il controllo delle popolazioni di Homalodisca vitripennis e, indirettamente, dell’epidemiologia della malattia di Pierce sulla vite.

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