3 years ago

Olio DOP nel Lazio

II territorio laziale è caratterizzato da un clima mite ed è influenzato da una felice situazione idrografica che ha nel Tevere il corso principale e più conosciuto. La Sabina in particolare è una zona collinare che, pur scontando periodiche gelate, ha suoli sciolti e permeabili, asciutti ma non aridi, molto adatti alla coltivazione dell’olivo. In questa area laziale si produce l’omonimo olio DOP, simbolo della produzione agricola e legatissimo alla storia del luogo.

SABINA

Nel territorio che da Rieti giunge ai piedi della Capitale si estende la zona che fu teatro del famoso Ratto delle Sabine nella quale oggi si produce un importante olio ex­travergine di oliva DOP, tra testimonianze e ricordi del passato

Partendo dal comune di Roma, la Sabi­na si estende dalla riva sinistra del Te­vere fino a raggiungere e oltrepassare i Monti Sabini in provincia di Rieti. Viene spontaneo accostare questo territorio al famoso “ratto” compiuto da Romolo poco dopo la fondazione di Roma (753 a.C.). Ma per descrivere questa impor­tante zona agricola della Penisola biso­gna ricordare che a guidare la cordata della produzione agroalimentare è l’olio Sabina DOP, prodotto simbolico la cui zona di produzione include una cin­quantina di comuni nelle province di Roma e Rieti.

UN DISCIPLINARE DI PRODUZIONE GIA’ IN EPOCA ROMANA

Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti nel 116 a.C., nel suo “De re rustica” elencava i consigli per la coltivazione dell’olivo e per la produzione di olio in Sabina, pro­ponendo di fatto il primo disciplinare di produzione di un olio di oliva.

Oggi naturalmente vi è un moderno di­sciplinare, che prescrive come l’olio Sa­bina DOP si debba ottenere dalle varietà di olive presenti in loco, precisamente Carboncella, Raja, Frantoio, Pendoli­no, Olivastrone, Moraiolo, Olivago, Sal­viana, Leccino e Rosciola, alcune delle quali siamo propensi a ritenere che fos­sero presenti già in epoca romana.

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